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Guardie mediche, i pericoli per una giovane donna medico

I presidi di continuità assistenziale, una volta noti come guardie mediche, sono il luogo di primo contatto tra il medico e chi lamenta una problematica di qualsiasi natura. Proprio per questo motivo questi luoghi sono, spesso, teatro di violenze o comportamenti che mettono a rischio la sicurezza di chi vi opera all'interno. Ne abbiamo parlato con la giovane dottoressa Giuliana Luca.

Iniziare un percorso impegnativo come quello del medico, soprattutto per una giovane donna, a volte può essere più difficile del previsto. Non solo per le grandi responsabilità insite in un lavoro che, come oggetto, ha la cura e la salvaguardia della salute del prossimo ma, a volte, anche per tutta una serie di pericoli “nascosti” che – purtroppo – sono ben noti ai professionisti del settore.

Stiamo parlando di violenze, attenzioni non richieste, comportamenti destabilizzanti che quando si manifestano all’interno di strutture popolate come, ad esempio, gli ospedali, vengono mitigate dalla presenza di più persone o, quantomeno, possono essere gestite in modo meno dannoso per gli operatori. Non è questo però il caso di luoghi di natura isolati o di primo arrivo come i reparti di Pronto Soccorso o le cosiddette “Guardie Mediche“.

Queste ultime, infatti, sono di fatto delle realtà ambulatoriali che si trovano nei luoghi isolati come paesi molto distanti dai principali ospedali, località sciistiche, marittime ecc. A parlarci di cosa voglia dire lavorare in questi luoghi e di quanto sia difficile, è la giovane dottoressa Giuliana Luca che, da pochi anni, ha intrapreso la professione medica dividendosi tra visite domiciliari e turni di guardia medica.

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