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Tumore della mammella, la rete delle breast unit e la cultura della prevenzione

 

Il tumore della mammella, come confermato dal Ministero della Salute, è la neoplasia più diagnosticata nelle donne, in cui circa un tumore maligno ogni tre (30%) è un tumore mammario (I numeri del cancro in Italia 2020).

 Il report 2022 prodotto dal Ministero, inoltre, stima in Italia per l’anno 2022 circa 55.700 nuove diagnosi di tumore nelle donne, con un incremento dello 0,5% rispetto al 2020. Dati non rassicuranti che supportano l’altissima attenzione che, in questi anni, il Sistema Sanitario della Regione Siciliana ha posto sul tema, istituendo una vera e propria rete delle “breast-unit”, le unità che si occupano di trattamento e cura delle patologie del seno nelle principali realtà ospedaliere siciliane.  

Guarda l’intervista a Francesca Catalano, coordinatore della Rete delle Breast Unit siciliane

Un sistema inserito nella più grande Rete Oncologica Siciliana (Re.O.S.), pensata per mettere in collegamento i centri specialistici delle cinque patologie oncologiche più diffuse: i tumori della mammella, del colon retto, della prostata, dell’ovaio e del polmone. Fornendo ai cittadini tutte le informazioni utili che vanno dalla prevenzione, ai percorsi diagnostici, alle terapie, ai protocolli clinico sperimentali, fino alle cure palliative che per i pazienti terminali.

Lo scorso ottobre 2022, inoltre, l’assessorato regionale per la Salute aveva dato via libera al nuovo Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) per i tumori della mammella. Il documento, realizzato dalla commissione senologica regionale e dal dipartimento per la Pianificazione strategica, segue un precedente protocollo dell’aprile 2019 e introduce importanti novità: tra queste l’uso di farmaci oncologici di ultima generazione nei settori della radiodiagnostica, della chirurgia, della radioterapia e della chemioterapia oltre a nuove strategie di cura anche per le pazienti metastatiche con aumento delle aspettative di vita. Il Pdta offre inoltre un’attenta programmazione e sinergia tra i centri di screening mammografico nelle nove province siciliane dove si effettuano esami di primo livello e le Breast Unit che insistono sullo stesso territorio.

Guarda l’intervista ad Agata Aladio di Ricominciare, associazione di self-help dedicata alle donne operate di tumore al seno

Si introduce così un concetto importante: “l’umanizzazione” delle cure, che comporta la relazione tra sanitari, pazienti e familiari, l’attenzione al comfort degli ambienti e ai processi organizzativi, la trasparenza e l’accessibilità delle informazioni, la presenza di uno psicologo con competenze in ambito oncologico all’interno del team o in service, l’adozione di una specifica scheda psico-oncologica multidimensionale per la valutazione, il monitoraggio e la presa in carico del paziente e dei suoi bisogni, in ogni fase della malattia. Il ruolo fondamentale è individuato nel Gom (Gruppo oncologico multidisciplinare) all’interno del quale ogni singolo nuovo caso viene discusso con la condivisione del problema tra specialisti.

È il secondo percorso terapeutico che accompagna le pazienti oncologiche. In passato le donne siciliane colpite da carcinoma mammario erano costrette a migrare in altre regioni per ottenere le migliori cure, oggi possono farlo nella propria terra con gli stessi protocolli.

 

 

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